| Chi Siamo |
|
Chi Siamo??? Credo che il modo migliore per introdurre e farvi capire almeno un po’ cosa sono Azione Giovani ed Azione Studentesca, sia quello di iniziare col raccontarvi le motivazioni che mi hanno spinto a farne parte.
Azione Giovani è l’associazione giovanile che si rifà ai valori di Alleanza Nazionale, co-fondatore del nascituro Popolo della Libertà. Siamo gli eredi del Fronte della Gioventù, organizzazione storica che ha caratterizzato la politica giovanile di Destra fino a 10 anni fa. Siamo queste cose ma soprattutto siamo qualcosa di altro, diverso e unico nel panorama politico nazionale. Abbiamo dentro di noi la consapevolezza di appartenere ad un progetto che va al di là delle battaglie partitiche, che comunque riteniamo fondamentali nel nostro agire quotidiano, ma non in grado di esaurire la nostra volontà di azione. La nostra battaglia politica è anzitutto una battaglia spirituale: con la nostra azione, fatta di militanza quotidiana, noi dimostriamo che lo spirito ribelle dei giovani non è sopito; il nostro costante e disinteressato attivismo è la risposta concreta a tutti coloro che vogliono una gioventù divisa tra contestatori, ruolo che si vorrebbe attribuire esclusivamente all'estrema sinistra, e imbalsamati ragazzi per bene, ruolo che si vorrebbe attribuire a tutti quelli che non stanno a sinistra. Identità, spiritualismo, giustizia sociale (che si distingue dall’uguaglianza sociale della sinistra: NON SIAMO TUTTI UGUALI, ma dobbiamo avere tutti le stesse possibilità), attaccamento alle proprie radici storiche e culturali: sono queste le nostre parole d'ordine in una società sempre più omologata e omologante, non più in grado di dar vita ad un qualsivoglia confronto, prossima a partorire un sistema unico, con un'unica cultura, un unico modo di vestire, di mangiare, di pensare, un sistema inevitabilmente ingiusto e totalmente appiattito su una linea che unisce ai suoi estremi, da una parte all'altra del mondo, i produttori e consumatori. Noi non ci sentiamo né gli uni né gli altri e pur non disprezzandoli crediamo che l'uomo abbia per sua natura bisogno di altro; l'uomo ha bisogno di essere parte di qualcosa di grande e in grado di fargli trascendere la sua condizione di individuo, l'uomo ha bisogno di essere parte di una comunità, sia essa la famiglia, il clan, un partito politico, un paese, una città o una Nazione. Ed è proprio questo quello che siamo: una comunità e per l'esattezza una comunità militante in grado di vivere assieme esperienze umane e politiche, in cui vengono valorizzate le caratteristiche personali di ciascun militante nel quadro di un progetto politico comune e soprattutto di un sentire e di un vivere la politica in comune. Per noi l'Italia è una terra da amare, un futuro da costruire. Siamo per l'Europa dei popoli e siamo contrari a quest'Europa, basata solo e soltanto su coefficiente bancari. Noi vogliamo difendere la nostra identità ponendoci in maniera alternativa a quel tipo di globalizzazione che vuole un'unica cultura andando a cancellare le tradizioni nazionali. Siamo contro chi danneggia l'ambiente per lucrare. Siamo per la difesa del diritto alla Vita e per la tutela dell'infanzia. Riteniamo che i centri sociali della sinistra siano solo luoghi di spaccio di droga e, spesso, dormitori per gli extracomunitari clandestini: per questo noi vogliamo creare dei veri e propri centri di aggregazione giovanili, le Comunità Giovanili, dove possano svolgersi attività ricreative, sociali, culturali, musicali, sportive... Siamo per la difesa e la tutela dell'ambiente perché è parte integrante della nostra terra che va amata. Vogliamo costruire il sogno di una società migliore senza poteri forti e privilegi, di un lavoro stabile e sicuro, di una giustizia giusta senza teoremi precostituiti e insabbiamenti, di una solidarietà concreta per dare voce agli inascoltati, di una scuola moderna che renda gli studenti protagonisti di una cultura libera dai pregiudizi ideologici, di una comunità Nazionale che riscopra il valore delle proprie tradizioni. "Comunità Ribelle", non sono parole scelte a caso: sono parole in grado di raccontare nel contempo le mille storie del nostro passato e le mille aspirazioni del nostro futuro. Sono concetti che motivano il nostro impegno politico quotidiano nelle scuole e nelle università, nelle sedi e nelle strade delle nostre città, negli organi istituzionali ad ogni livello. Il Ribelle, per essere subito chiari, non è il cretino variamente "bucherellato", che parla come un povero dislessico, che si rimbambisce di spinelli, che forza le zone rosse, verdi, lillà ecc.., che partecipa a qualunque tipo di sciopero, per qualunque motivo, che ogni tanto aggredisce qualcuno in nome dell'anziana "pregiudiziale antifascista" o che magari pensa che con le pistole si sia ancora in tempo per fare la rivoluzione. “Il Ribelle è colui che ha un profondo, nativo rapporto con la libertà. Ed in questa nobile parentela con la libertà recupera il proprio destino e si apre all'altro” E. Jϋnger. Ribellarsi significa per noi fare politica, impegnarsi per la propria gente anche quando può apparire inutile, noioso, difficile e rischioso. Ribellarsi non ad un potere costituito, ma a uno stile di vita, ad un modello di società che appiattisce le coscienze. Nell’accezione Jüngeriana, dunque, il Ribelle non è colui che lancia bottiglie molotov contro i palazzi del potere, ma colui che ogni giorno costruisce un’alternativa concretizzando le proprie idee. Ed è questo il compito del Governo Berlusconi, un compito che vogliamo contribuire a portare a termine. Ribellarsi significa scegliere. Recuperare, nella prospettiva desolante di una globalizzazione nella sua accezione peggiore - divoratrice di coscienze, culture e prosperità - il senso della scelta come atto creativo di identità. Un atto di libertà, una risposta alla perdita di senso e al nichilismo. Scegliere l'identità equivale a comprendere che nulla nella vita passa senza lasciare traccia. “La scelta è tra un movimento diretto deliberatamente verso un traguardo previsto e la sottomissione passiva ad un progredire inesorabile, tra un modo di vivere carico di valori e un modo di vivere vuoto e senza senso". Jean Servier L'accettazione di una vita carica di valori e simboli rende la sfida più difficile, ma più avvincente. Il luogo naturale nel quale i valori della nostra tradizione si nutrono non può che essere quello della dimensione comunitaria. Anche la nostra progettualità non può ridursi all'impegno personale dei singoli, deve essere impostata come lo sforzo di un gruppo umano che in maniera corale cerca di raggiungere degli obiettivi condivisi. La Comunità non è un'insieme di individui ma di persone, cellule vive dotate di proprie straordinarie specificità, legate tra loro da vincoli naturali e volontari. La Comunità è soprattutto carne, vita, amore: fare politica significa rispettare questa concretezza fatta di donne e di uomini. Ci si impegna, strenuamente, per una comunità - sia essa la propria famiglia o i propri fratelli di destino - ma mai per un'idea. scrisse: “...Mille miliardi di idee non valgono una sola persona. Dobbiamo amare persone. E' per loro che bisogna vivere e morire.” Jean Guitton Idee, ideologie, rapporto con il sacro, nozione di giusto e ingiusto, bene e male, sono aspetti fondamentali dell'uomo e del suo vivere in comunità, che attengono alla sfera pre-politica della filosofia, della cultura, della religione, della visione del mondo - e solo in "seconda battuta" alla sfera politica. Chi nella propria visione del mondo pone al centro l'identità, la tradizione, la memoria storica, la cultura, in una parola l'appartenenza, non potrà che modulare conseguentemente la propria azione politica. La Comunità dei Ribelli è sempre in cammino, precorre i tempi. Rivendica il merito di aver anticipato molti dei temi oggetto del dibattito politico nazionale di questi tempi (globalizzazione, politica estera, istruzione ecc...), cerca nuovi sentieri da percorrere e tracce fresche che segnino presenze e possibili incontri... |








